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Otto sfide che i responsabili IT dovranno affrontare nel 2021

Fonte www.cwi.it del 15 gennaio 2021


Facilitare un modello di lavoro ibrido, gestire la sicurezza dei dati aziendali, garantire il benessere fisico e mentale dei lavoratori sono le priorità legate alla pandemia a cui i leader IT devono rispondere quest'anno


Dopo i tumultuosi eventi dello scorso anno, nel 2021 i professionisti IT dovranno affrontare nuove sfide nell’ambiente di lavoro. Come all’inizio del 2020 non esisteva una roadmap per trasferire il lavoro in remoto dall’oggi al domani, oggi non esiste una roadmap per un ritorno in ufficio su larga scala. Nei prossimi mesi la maggior parte delle aziende prevede di attuare un modello ibrido, in cui i lavoratori sono in parte presenti di persona e in parte da remoto.

Oltre a gettare le basi tecniche per un nuovo ambiente di lavoro, i leader IT devono affrontare altre sfide legate alla pandemia, alcune eccezionali e connesse a questa era di collaborazione a distanza, altre tradizionali, come il bilanciamento dei budget e l’assunzione di talenti.

Di seguito facciamo una panoramica su come sono cambiate le priorità dei leader IT rispetto allo scorso anno: adozione di nuove tecnologie, trasformazione digitale, priorità nelle assunzioni, cultura del posto di lavoro. Alcuni leader IT spiegano come le loro aziende si adatteranno per affrontare le sfide più impegnative nel nuovo anno.

Facilitare un modello di lavoro ibrido

Le aziende stanno valutando come sarà il ritorno al luogo di lavoro e la logistica post-pandemia dovrà tener conto della sicurezza dei dipendenti, sia fisica che mentale. Jeff McCarter, CIO dei servizi aziendali e istituzionali di Northern Trust, afferma che la sua azienda ha imparato a essere fluida nella pianificazione per il rientro al lavoro.

Nel primo trimestre del 2020 ci stavamo trasferendo in un nuovo spazio di lavoro open space, e quando è arrivata la pandemia ci è sembrato praticamente un disastro”, afferma McCarter. “Ora vediamo che le cose possono funzionare perché, con il lavoro a distanza, in un dato giorno è necessaria la presenza fisica di poche persone in ufficio e lo spazio è progettato per questa flessibilità. Riuniremo i team quando avranno bisogno di stare insieme, in alcuni giorni della settimana, e useremo gli spazi in modo diverso”.

Joe Lennon, CTO della piattaforma di comunicazione Workvivo, afferma che l’adeguamento al lavoro a distanza continuerà nel prossimo futuro e potrà causare nelle persone pressioni psicologiche che richiedono attenzione.

L’impatto a lungo termine del lavoro da casa sta venendo a galla ora, e il capitale sociale del lavoro in ufficio che si sta esaurendo”, afferma Lennon. “In questa nuova configurazione qualcuno si sente esausto, isolato o ha difficoltà a trovare l’equilibrio tra lavoro e vita privata. Dobbiamo tutti trovare modi per ricreare online la cultura del posto di lavoro e la dinamica dell’ufficio in modo che i dipendenti si sentano connessi e coinvolti. Vogliamo assicurarci che i dipendenti comprendano e si sentano parte della cultura aziendale e in linea con i nostri obiettivi, in modo che possano lavorare in modo efficace e soddisfacente con questo nuovo modello”.

Proteggere l’azienda “ibrida”

Mark Angle, CIO di OneStream Software, afferma che dopo la pandemia la sua azienda, come la maggior parte delle aziende IT, continuerà ad abbracciare il lavoro virtuale. La sfida è come proteggere i dati dell’azienda indipendentemente da dove si trova la sua forza lavoro, senza che i dipendenti si sentano sotto controllo o che qualcuno li monitori.

Ogni volta che iniziamo a sviluppare una soluzione, ci chiediamo come semplificherà la vita ai dipendenti permettendo loro di essere produttivi. Abbiamo riflettuto su questi problemi per mesi e ci sforziamo di anticipare ciò che sta arrivando”, spiega Angle. “Tutti i leader tecnologici devono pensare prima alla generazione di entrate e poi al risparmio sui costi. Dobbiamo capire come aiutare i nostri dipendenti a orientarsi nel processo di ritorno alla normalità, che è imprevedibile ma deve avvenire in modo abbastanza fluido da poter gestire gli imprevisti”.

Peter Zornio, Chief Technology Officer di Emerson Automation Solutions, afferma che le sue preoccupazioni sulla sicurezza informatica includono il ransomware e le vulnerabilità intrinseche di un ambiente di lavoro ibrido.

Nel 2021 le aziende devono intraprendere una onesta valutazione della resilienza delle loro tecnologie e supply chain dal punto di vista della sicurezza”, afferma Zornio. “La protezione contro il ransomware e altro codice dannoso richiede nuovi approcci e competenze per stare al passo con le tecnologie all’avanguardia in grado di supportare ambienti ibridi e open source”.

Capovolgere lo scenario IT 80/20

Will Keegan, Chief Technology Officer di Lynx Software Technologies, afferma che le aziende erano preparate a gestire una situazione in cui circa il 20% del personale poteva lavorare da remoto e il restante 80% in ufficio. Nel 2020 lo scenario è stato invertito.

Oltre alle funzionalità VPN, i leader IT devono impegnarsi a mantenere le loro reti protette nonostante la maggior parte – e in alcuni casi la totalità – dell’azienda lavorerà da casa durante il 2021”, afferma Keegan.

Questo cambiamento ha portato a una maggiore mescolanza di dati personali e aziendali su macchine remote e gli hacker ne hanno approfittato. Proteggere questi sistemi misti sarà un compito arduo nel 2021.

Le aziende chiedono dispositivi – notebook, tablet e telefoni – con un’allocazione molto più precisa delle risorse di sistema a seconda che il dipendente stia lavorando in ambito aziendale o personale. E i leader IT vogliono controllare questi sistemi da remoto”, aggiunge Keegan. “Saranno necessari sistemi per isolare l’ambiente di lavoro da quello personali, proteggendo i dati sensibili dalle minacce di rete e interne”.

Le aziende dovranno anche monitorare le risorse aziendali consentendo al contempo backup, aggiornamenti, protezione e possibilità di disabilitare le risorse da remoto, garantendo il corretto funzionamento dell’ambiente di lavoro.

Rinnovare le competenze per roadmap digitali accelerate

Kim Huffman, CIO di Elastic, afferma che la pandemia ha accelerato l’evoluzione delle pratiche aziendali, una volta che l’IT ha completato il passaggio alle operazioni remote e ha ripensato al modo migliore per supportare le esigenze tecnologiche e il benessere dei dipendenti. Questo era un tema già presente ai leader IT nel 2020 e quest’anno migliorerà l’impatto dell’accelerazione delle trasformazioni digitali, in particolare in merito alle combinazioni di competenze necessarie per il successo.

La priorità aziendale per il 2021 si sta ora spostando oltre gli sforzi pluriennali di trasformazione digitale verso l’innovazione del modello di business digitale, che si concentra su velocità, flessibilità e agilità”, afferma Huffman. “La rapida migrazione al cloud e l’attenzione al time-to-value hanno creato un cambiamento inaspettato nelle competenze che cercano i leader IT. Nel 2021, oltre alle competenze tecniche, sarà una priorità trovare persone in grado di promuovere la gestione del cambiamento, poiché la composizione della forza lavoro si evolve e la tecnologia che richiede si evolve con essa”.

Analisi dei budget IT

Kris Singleton, CIO di Enseo, afferma che il 2021 porterà con sé un maggiore controllo dei costi degli strumenti di collaborazione e la sua azienda valuterà se alcuni sistemi basati su cloud debbano essere riportati in casa.

Dobbiamo valutare l’impatto di strumenti SaaS come Slack e Zoom e se il ROI giustifica i costi di abbonamento”, afferma Singleton. “Abbiamo anche ritirato alcuni dei nostri strumenti dal cloud e li abbiamo trasferiti di nuovo on-premise per ridurre i costi o compensare l’aumento dei costi di utilizzo del cloud in altre aree. Una grande domanda a cui dovremo rispondere nei mesi a venire è il vantaggio netto dell’approccio ibrido: soppesare i risparmi sui costi con le aumentate esigenze di manutenzione”.

Zornio di Emerson pensa che sia tempo di stimare il reale valore offerto dagli investimenti in tecnologie avanzate come l’AI.

Affinché le strategie di trasformazione digitale forniscano il ROI, è necessario creare programmi che affrontino problemi aziendali specifici con risultati misurabili, ottenere il consenso dei responsabili aziendali sulle metriche e interagire con le persone che gestiscono il processo”, afferma. “Non c’è spazio per la tecnologia fine a se stessa. Tutta la tecnologia deve essere applicata per affrontare problemi specifici e i dipendenti devono essere formati su come utilizzarla”.

Garantire la disponibilità 24 ore su 24, 7 giorni su 7

Un anno pieno di incertezze ha portato le persone a richiedere una maggiore stabilità nei sistemi di cui hanno bisogno per lavorare da remoto”, sottolinea Rob Zelinka, CIO di Jack Henry and Associates. “E quest’anno queste esigenze saranno confermate”.

Viviamo in un mondo dove ci si aspetta che i sistemi siano disponibili al 100% 24 ore su 24, 7 giorni su 7”, afferma Zelinka. “Non ci sono punti bonus per il 100% di uptime. Qualunque cosa in meno mette l’azienda costringe l’azienda a far ricorso alla fiducia, conquistata negli anni, dei propri clienti. Noi preferiamo sfruttare questa fiducia verso investimenti in prodotti e servizi aggiuntivi per aiutare i nostri clienti a ottenere i risultati che si aspettano”.

Prevenire e combattere il burnout

Dopo un anno difficile in cui un ambiente di lavoro esigente è stata una delle poche certezze, i team IT affrontano uno stato di affaticamento”, afferma Jon Check, responsabile delle soluzioni di protezione informatica di Raytheon. È probabile che peggiorerà nel 2021. Anche se alcune persone torneranno in ufficio, la maggior parte delle aziende continuerà a richiedere un maggiore supporto IT per i dipendenti distribuiti. Per adattarsi, Check ritiene che i leader IT debbano essere proattivi e considerare le esigenze dei loro colleghi, che continueranno a sentirsi sotto pressione.

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Per aiutare a combattere il prevedibile bornout dei team, i responsabili IT devono scegliere dei mentori, delle persone di fiducia, e creare un sistema di supporto che incoraggi la collaborazione”, afferma Check. “I responsabili di dipartimento devono anche garantire ai loro team la flessibilità di allontanarsi dal lavoro quando necessario e controllare costantemente i propri dipendenti per garantire come priorità la loro salute personale e mentale. L’IT è pieno di frequenti discussioni ad alto stress e ad alto rischio e un buon leader saprà come gestire queste situazioni in modo efficace per limitare il più possibile lo stress. I team devono essere guidare per superare le sfide future, senza essere schiacciati dalla pressione”.

Unire sicurezza e innovazione

Craig Williams, vicepresidente e CIO di Ciena, sta valutando quali strumenti saranno necessari per aiutare i team IT a collaborare in sicurezza, con l’obiettivo di facilitare l’innovazione mentre si lavora in un ambiente ibrido.

Dobbiamo identificare una nuova serie di strumenti di collaborazione per soddisfare le nostre esigenze remote per lo sviluppo del prodotto e il coinvolgimento dei clienti, come nuove lavagne interattive, sale riunioni touchless e supporto IT virtuale”, afferma Williams. “Vedremo anche le aziende sfruttare gli strumenti di realtà aumentata per abilitare le funzioni di vendita, servizi e supporto. Dato che normalmente non fanno parte dello stack tecnologico aziendale, saranno necessarie prove, tentativi, errori e aggiustamenti per arrivare a una situazione ottimale”.

Williams pensa inoltre che vedremo nuovi strumenti progettati specificamente per garantire un ambiente di lavoro sicuro.

Le aziende adotteranno le tecnologie necessarie, da strumenti avanzati come il tracciamento dei contatti a un semplice termometro, per garantire che il posto di lavoro rispetti i protocolli”, afferma. “Questi monitoraggi dello stato di salute potrebbero persino integrarsi in strumenti di collaborazione come Slack o Teams per garantire che ogni dipendente abbia le informazioni necessarie per rimanere in buona salute”.

Angle di OneStream Software vede una sfida anche nel valutare chi è pronto a tornare in ufficio e chi no.

Le metodologie utilizzate per monitorare lo stato di salute delle persone dovranno essere ampliate per includere il monitoraggio delle vaccinazioni contro il COVID-19”, afferma Angle. “Un nuovo mondo di lavoro da casa si scontrerà ora frontalmente con il desiderio di tornare in ufficio. Non si tratterà di imporre l’uno o l’altro, ma di offrire tecnologie che permettano di integrare perfettamente il lavoro da remoto con quello in presenza”.

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